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Email e DNS: autenticare il dominio per non finire in spam

Le email inviate da GoHighLevel sul tuo dominio senza record DNS corretti finiscono in spam, o non partono affatto. Gmail, Libero, Outlook e i server aziendali italiani verificano SPF, DKIM e DMARC prima di consegnare in inbox. Non è un optional per power user: è il prerequisito per qualsiasi sequenza, campagna o reminder automatico. I valori esatti li copi dalle Settings email del sub-account; qui spieghiamo la logica e gli errori da evitare.

Aggiornato il

Perché le email finiscono in spam

Quando GoHighLevel invia un’email «da te», i provider del destinatario chiedono una domanda semplice: chi ha davvero il permesso di usare questo dominio? Senza risposta tecnica credibile (record SPF, firma DKIM, policy DMARC), la mail va in spam, in «promozioni» o viene scartata del tutto.

In Italia la situazione è la stessa degli altri mercati, con la complicazione che molti operatori partono da Gmail personale o da un dominio mai configurato per invii bulk. GoHighLevel non bypassa questi controlli: li rispetta. Il vantaggio è che, una volta autenticato il dominio, email di campagna, sequenze e reminder transazionali condividono la stessa reputazione e partono dallo stesso contatto CRM, senza tool esterni.

Saltare il DNS significa bruciare la reputazione del dominio nei primi invii e dover recuperare mesi dopo. Meglio bloccare un giorno per configurare prima del go-live. Abbiamo visto troppo spesso operatori che attivano sequenze massive il giorno dopo l’apertura dell’account, senza aver mai verificato se le email arrivano in inbox.

SPF, DKIM e DMARC: cosa fanno

SPF (Sender Policy Framework) è un record TXT che elenca quali server possono inviare email per conto del tuo dominio. GoHighLevel ti fornisce il valore da aggiungere; tu lo inserisci nel pannello DNS del registrar (Aruba, Cloudflare, Register.it, ecc.). L’errore frequente è avere due record SPF sullo stesso dominio: deve essercene uno solo, che include tutti i servizi autorizzati (GoHighLevel più eventuale Google Workspace se invii anche da lì).

DKIM (DomainKeys Identified Mail) è la firma crittografica che prova che il messaggio non è stato alterato in transito. GoHighLevel fornisce record CNAME o TXT da pubblicare. Senza DKIM, molti provider abbassano drasticamente la trust. L’errore frequente è configurare DKIM su un sottodominio ma mandare email con From su un dominio diverso: mittente e firma devono essere coerenti.

DMARC (Domain-based Message Authentication) è la policy che dice ai provider cosa fare se SPF o DKIM falliscono: niente, quarantena o rifiuto. Consigliamo di partire sempre da p=none in fase di setup, monitorare i report per qualche settimana, poi stringere gradualmente. Impostare p=reject il giorno uno senza aver verificato che tutti gli invii legittimi passino SPF e DKIM produce email legittime rifiutate.

Procedura passo passo

Decidi se inviare da ciao@studio.it (dominio root) o da un sottodominio dedicato come mail.studio.it o news.studio.it. Il sottodominio isola la reputazione: se una campagna va male, il sito principale e le email transazionali restano protetti. Per la maggior parte delle PMI italiane, un sottodominio dedicato è la scelta prudente.

Nel sub-account, vai in Settings → Email (o Email Services: i nomi menu possono cambiare con gli aggiornamenti UI). GoHighLevel mostra i record TXT e CNAME da aggiungere. Copiali esattamente, senza spazi extra. Pubblica nel pannello DNS del tuo registrar, record per record. Salva e attendi propagazione: da minuti a ore, occasionalmente fino a 48 ore.

Torna nelle Settings email e clicca verifica. Lo stato deve risultare completato per SPF e DKIM prima di procedere. Invia email di test verso un account Gmail personale, Libero o Virgilio (comuni in Italia), Outlook o Microsoft 365, e un account email aziendale del tuo settore. Controlla inbox, spam e header del messaggio (mostrano esito SPF, DKIM, DMARC). Se finisce in spam, non accendere sequenze: diagnostica prima.

Solo dopo test positivi attiva workflow, sequenze e broadcast. Il primo invio massivo a lista fredda senza DNS è il modo più rapido per rovinare un dominio.

Errori che vediamo spesso

Due SPF concatenati male: un solo record TXT SPF per dominio. Se usi più servizi email, uniscili in un unico record con più include:. From generico vs dominio autenticato: l’indirizzo mittente visibile deve corrispondere al dominio che hai autenticato. noreply@gmail.com con DNS su studio.it non funziona.

DMARC troppo aggressivo troppo presto: monitora, poi passa a p=quarantine e infine p=reject solo se sei certo di ogni flusso di invio. Dimenticare il dominio di tracking: alcuni setup includono CNAME per link tracciati; saltarli può influire su deliverability e statistiche.

Non rifare i test dopo un cambio DNS mesi dopo è un altro errore comune: se modifichi record, ripeti i test prima della prossima campagna importante.

Gmail personale: perché non basta

Usare @gmail.com come mittente in un CRM non è sostenibile: Google limita invii, non ti dà controllo su SPF e DKIM del tuo brand, e le automazioni violano spesso i termini d’uso. Per GoHighLevel (sequenze, reminder, campagne) serve un dominio tuo, anche se piccolo.

Se non hai un dominio, comprarlo e configurarlo costa meno di una settimana di lead persi perché le email non arrivano. Secondo noi, il DNS email è il primo investimento tecnico da fare nel setup, prima ancora della prima automazione.

Manutenzione nel tempo

La configurazione DNS non è «set and forget» per sempre. Se cambi provider email o aggiungi integrazioni che inviano dal tuo dominio, aggiorna SPF. Se GoHighLevel cambia i valori DKIM (raro ma possibile), aggiorna i record. Controlla periodicamente i report DMARC per invii non autorizzati o fallimenti di autenticazione.

Un dominio ben autenticato è un asset: protegge la deliverability di ogni messaggio che il tuo CRM manda per anni. Vale l’investimento di una mattinata di setup prima di mandare la prima sequenza ai lead veri.

Domande frequenti

Posso usare Gmail come mittente in GoHighLevel?+

Per volume, automazioni e deliverability seria no. Serve un dominio di tua proprietà con SPF, DKIM e DMARC configurati. Gmail personale non è pensato per invii marketing o transazionali da CRM.

Quanto tempo serve per la verifica DNS?+

Da pochi minuti a 24–48 ore, a seconda del provider DNS e della propagazione. Non accendere sequenze massive finché la verifica in GoHighLevel non risulta completata e i test manuali non arrivano in inbox.

Fonti

  • Documentazione HighLevel su email services
  • RFC DMARC / guide ICANN sul tema

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